Un calice di vino con vista sul degrado: via Cardines la movida col senso civico che non c’è.

E’ propio un bug culturale, un imprinting genetico, l’idea che la propria responsabilità finisca sul bordo del proprio zerbino. Davanti ai locali della città pullula lo squallore spesso creato dagli stessi esercenti.
C’è voluto un intervento straordinario di Messina Servizi per aver finalmente rimosso la montagna di suppellettili e degrado accumulata in via Cardines nel cuore di Messina, zona trafficata da turisti e da dai giovani della “movida”.
Ma finito il blitz, resta la solita, imbarazzante domanda: ma noi, l’accoglienza, come cavolo la intendiamo?
Parliamo di una via occupata da ristorantini, locali, tavolini e qualche negozio. Posti dove si dovrebbe vendere atmosfera, bellezza, cibo, esperienza e invece chi andava a mangiare lì si è goduto la vista su un campionario di degrado.
La cosa tragica non è solo chi ce l’ha messa, quella roba ( tra i quali gli stessi operatori commerciali) la cosa veramente inquietante è come viene sopportata ( per non dire supportata).
Come fa un operatore economico — uno che si definisce “esercente”, uno che dovrebbe campare di decoro e ospitalità — ad aprire la serranda ogni mattina, guardare quel troiaio a due metri dal proprio dehor e pensare: Sì, dai, ci sta, “chi minni futti” o “anna puliziari iddi ?”
È proprio un bug culturale, una sorta di imprinting genetico: l’idea che la propria responsabilità finisca esattamente sul bordo del proprio zerbino.
Fuori dalla soglia è “terra di nessuno”, quindi ci si può accumulare di tutto, dall’umido al mobile di compensato fradicio, tanto prima o poi “qualcuno pulirà”.
Poi però ci riempiamo la bocca di “Messina città turistica”, “brand Sicilia”, “esperienze enogastronomiche”.
Ma quali esperienze? Il fetore di un cassonetto abusivo a tre metri dal calice di vino?
L’accoglienza non è mettere due luci a led e fare l’impiattamento gourmet. L’accoglienza è rispetto per lo spazio pubblico, senso del bello, dignità per i propri clienti e per la strada in cui si lavora.
Se non sei capace di indignarti per l’indecenza che hai davanti al tuo stesso locale l’indecenza dei tu.
Grazie a chi ha pulito. Agli altri buona colazione con vista sul senso civico che manca.
