Superlativo “Cabaret” al Vittorio Emanuele

Spettacolo vero ambientato nella Berlino degli anni trenta un momento anche di profonda riflessione
C’ è un filo invisibile che percorre lo spettacolo musicale “Cabaret” di Arturo Brachetti e Luciano Cannito, andato in scena al teatro Vittorio. Un filo che porta gli spettatori, passando dalle loro coscienze, sino agli orrori della guerra e dei totalitarismi.
Tratto da un libro vero lo spettacolo dell’ illusionista trasformista da guiness dei primati, ambientato nella Berlino degli anni trenta, potrebbe benissimo essere ambientato ai giorni nostri in un qualsiasi scenario di guerra e di regime. Accanto ai momenti di divertimento e di disinibizione, di sesso a pagamento e di sesso dettato dall’ amore, c’ è la vita dettata da altri.
Una vita che diventa cabaret fatta di finzioni e di travestimenti. Brachetti, gran cerimoniere di un cabaret spettacolo che coinvolge sin dall’ inizio con l’ accoglienza da parte degli artisti il pubblico in sala, diventa il caronte di una messa in scena che diventa profonda e amara riflessione.
Spettacolo vero. Dai ballerini, agli attori, all’ orchestra dal vivo, alla scenografia.
Brachetti superlativo.
Dieci e lode.
